FILOSOFIA DELLA SCIENZA
cod. 1000330

Anno accademico 2021/22
3° anno di corso - Secondo semestre
Docente
Alessandro TORZA
Settore scientifico disciplinare
Logica e filosofia della scienza (M-FIL/02)
Ambito
Discipline filosofiche
Tipologia attività formativa
Caratterizzante
30 ore
di attività frontali
6 crediti
sede: PARMA
insegnamento
in INGLESE

Obiettivi formativi

L'obiettivo generale di questo corso è introdurre e valutare la questione dell'indeterminatezza nel mondo, anche nota come indeterminatezza metafisica, un argomento che è stato ignorato nel corso del XX secolo, ma che è diventato oggetto di intenso studio negli ultimi due decenni. Inizierò introducendo la differenza tra indeterminatezza rappresentazionale e metafisica, oltre ad offrire ragioni che sono state date sia a favore che contro la possibilità di indeterminatezza metafisica, esaminando criticamente e discutendo la letteratura filosofica pertinente. La parte centrale del corso esporrà in dettaglio le principali proposte che sono state sviluppate per modellare l'indeterminatezza metafisica. La terza e ultima parte affronterà la logica dell'indeterminatezza metafisica, così come una serie di problemi aperti, come il ruolo più ampio che l'indeterminatezza metafisica gioca nella filosofia e nelle scienze.

Prerequisiti

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Contenuti dell'insegnamento

INDETERMINATEZZA NEL MONDO

Il modo in cui rappresentiamo il mondo nel pensiero e nel linguaggio è pieno d'indeterminatezza: parliamo di mucchi di sabbia e mele rosse, senza per questo credere che ci sia un numero esatto di granelli in un cumulo, o un confine preciso tra rosso e arancio. Tali fenomeni portano notoriamente a conseguenze paradossali. I filosofi hanno riconosciuto e digerito l'esistenza dell'indeterminatezza rappresentazionale, e l'hanno catturata facendo appello a una serie di strategie che possono essere di carattere semantico, logico o epistemologico.
Ma può la realtà stessa essere indeterminata? In altre parole, l'indeterminatezza può avere origine nel mondo, oltre che nelle nostre rappresentazioni? In tal caso, come dovremmo modellare il fenomeno dell'indeterminatezza nel mondo, ovvero metafisica? Queste sono le principali domande che verranno affrontate in questo corso.

Programma esteso

INDETERMINATEZZA SEMANTICA

Lezione 1: indeterminatezza linguistica.
Lettura: Keefe (2000), cap. 1.

Lezione 2: supervaluazionismo.
Lettura: Keefe (2000), cap. 7.

IDENTITA’

Lezione 3: identità indeterminata I.
Lettura: Evans (1978).

Lezione 4: identità indeterminata II.
Lettura: Williams (2008).

Lezione 5: identità indeterminata III.
Lettura: Akiba (2000).

Lezione 6: il problema dei molti.
Lettura: Lewis (1993).

TEORIE DELL’INDETERMINATEZZA METAFISICA

Lezione 7: indeterminatezza metafisica come indeterminatezza de re
Lettura: Williamson (2003).

Lezione 8: indeterminatezza metafisica come incertezza ontica I.
Lettura: Akiba (2004).

Lezione 9: indeterminatezza metafisica come incertezza ontica II.

Lettura: Barnes & Williams (2011).

Lezione 10: indeterminatezza metafisica e proprietà determinabili.
Lettura: Wilson (2013).

LA FISICA QUANTISTICA

Lezione 11: indeterminatezza quantistica I.
Lettura: Skow (2010).

Lezione 12: indeterminatezza quantistica II.
Lettura: Darby & Pickup (2019).

Lezione 13: indeterminatezza quantistica III.
Lettura: Torza (2021).

INDETERMINATEZZA FONDAMENTALE

Lezione 14: indeterminatezza fondamentale.
Lettura: Barnes (2014).

Lezione 15: naturalezza indeterminata.
Lettura: Sud (2018).

Bibliografia

Akiba, Ken (2000). Vagueness as a modality. Philosophical Quarterly 50 (200):359-370.

Akiba, Ken (2004). Vagueness in the world. Noûs 38 (3):407–429.

Barnes, Elizabeth (2014). Fundamental Indeterminacy. Analytic Philosophy 55 (4):339-362.

Barnes, Elizabeth & Williams, J. Robert G. (2011). A Theory of Metaphysical Indeterminacy. In Karen Bennett & Dean W. Zimmerman (eds.), Oxford Studies in Metaphysics, vol 6. Oxford University Press.

Darby, George & Pickup, Martin (2019). Modelling Deep Indeterminacy. Synthese: 1-26.

Evans, Gareth (1978). Can there be vague objects? Analysis 38 (4):208.

Keefe, Rosanna (2000). Theories of Vagueness. Cambridge University Press: cap. 1, 7.

Lewis, David K. (1993). Many, but almost one. In Keith Cambell, John Bacon & Lloyd Reinhardt (eds.), Ontology, Causality and Mind: Essays on the Philosophy of D. M. Armstrong. Cambridge University Press.

Skow, Bradford (2010). Deep metaphysical indeterminacy. Philosophical Quarterly 60 (241):851 - 858.

Sud, Rohan (2018). Vague Naturalness as Ersatz Metaphysical Vagueness. Oxford Studies in Metaphysics, vol 11.

Torza (2021). Quantum metametaphysics. Synthese.

Williams, Robert (2008). Multiple actualities and ontically vague identity. Philosophical Quarterly 58 (230):134-154.

Williamson, Timothy (2003). Vagueness in reality. In Michael J. Loux & Dean W. Zimmerman (eds.), The Oxford Handbook of Metaphysics. Oxford University Press.

Wilson, Jessica M. (2013). A Determinable-Based Account of Metaphysical Indeterminacy. Inquiry: An Interdisciplinary Journal of Philosophy 56 (4):359-385.

Metodi didattici

Il corso si svolgerà in 15 sessioni di 2 ore, ciascuna su un tema specifico. Al fine di chiarire il tema generale, nelle prime due sessioni verrà fornita un'introduzione generale al problema dell'indeterminatezza. A partire dalla terza lezione, il corso approfondirà le domande centrali, ovvero: cos'è l'indeterminatezza metafisica? È possibile/coerente? Se si', come dovremmo modellarla?
Il corso si concluderà con una serie di sessioni sulla rilevanza dell'indeterminatezza metafisica per la nostra comprensione della fisica fondamentale. Tutte le questioni saranno affrontate facendo affidamento sulla letteratura primaria pubblicata da alcune delle figure di spicco a livello internazionale nel dibattito.
Il corso sarà offerto in inglese. Il docente raccomanda a chi fa fatica con la lingua inglese di rivolgersi direttamente a lui, in modo da poter ricevere una bibliografia alternativa in italiano e/o chiarire individualmente i temi principali.

Modalità verifica apprendimento

La valutazione è basata sull’accertamento della capacità dello studente di comprendere e presentare in modo corretto le principali questioni trattate durante il corso, sia dal punto di vista storico che critico, individuando eventuali aspetti problematici delle posizioni trattate. L’esame è dunque un’occasione di dialogo per sostenere anche propri punti di vista (descrittore 5).
Valutazioni:
30 e lode: eccellente, conoscenze solide, eccellenti capacità espressive, completa comprensione di concetti e argomenti.
30: molto buono, conoscenze complete e adeguate, capacità di espressione e di argomentazione corretta e bene articolata.
27-29: buono, conoscenza soddisfacente, capacità di espressione e argomentazione essenzialmente corretta.
24-26: conoscenza abbastanza buona, ma non completa e non sempre corretta.
21-23: conoscenza generalmente buona ma superficiale. Espressione spesso non appropriata.
18-21: sufficiente; conoscenza elementare dei temi proposti, ridotte capacità espressive.
Meno di 18: insufficiente. Lo studente non ha acquisito le conoscenze e non ha sviluppato le competenze richieste neppure in maniera elementare.

Altre informazioni

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