PROGETTAZIONE 1 - ARCHITETTURA DELL'ABITARE
Partizione: Cognomi M-Z

Anno accademico 2024/25
1° anno di corso - Annuale
Docente
Carlo QUINTELLI
Settore scientifico disciplinare
Composizione architettonica e urbana (ICAR/14)
Ambito
Ambito aggregato per crediti di sede
Tipologia attività formativa
Caratterizzante
60 ore
di attività frontali
6 crediti
sede: PARMA
insegnamento
in ITALIANO

Obiettivi formativi

Principale obiettivo formativo del laboratorio riguarda l’apprendimento delle tecniche di progettazione dell’architettura nel contesto urbano di riferimento. A questo fine l’allievo dovrà acquisire una buona comprensione terminologica riferita a fenomeni e concetti della composizione architettonica, una conoscenza dell’esperienza storica dell’edificio teatrale e dell’abitare nella città, una capacità di raccolta dati e di analisi per comprendere il dato funzionale e fruitivo delle strutture architettoniche in un determinato contesto urbano, una capacità di prima configurazione formale e funzionale dello spazio architettonico dell’edificio e del luogo urbano anche in relazione ad una analogia casistica, una prefigurazione figurativa e paesaggistica a cui tende la definizione progettuale.

Prerequisiti

Passione vera (o presunta) per il progetto di architettura.

Contenuti dell'insegnamento

L’esperienza progettuale affronta il tema del “teatro” e della “casa del teatro” come occasioni di una progettazione che vuole misurarsi innanzitutto con la dimensione fisica, formale e percettiva dello spazio di uso collettivo e al tempo stesso con la dimensione domestica dell’abitare pur nella fattispecie di una residenza per attori, artisti ed operatori operanti di volta in volta nella struttura teatrale stessa. Due condizioni differenti di interpretazione e manipolazione della materia spazio in forma architettonica che hanno in comune l’appartenenza al luogo e il contributo che danno alle forme e alle funzioni della città, nonché al suo paesaggio. Tra teoria della progettazione, studio del luogo e dell’identità urbana in cui il progetto si inserisce, interpretazione del quadro funzionale e fruitivo, definizione tipologica e figurativa l’esperienza progettuale si sviluppa in termini processuali durante l’anno con occasioni di sopraluogo e lettura dei luoghi, di studio analogico delle tipologie, di esercitazioni in spazi teatrali della città.

Programma esteso

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Bibliografia

L. Zorzi, Il teatro e la città, Einaudi, Torino 1977; F. Cruciani, Lo spazio del teatro, Laterza, Roma 1999; G. Canella, Il sistema teatrale a Milano, Dedalo, Bari 1966; La Città del Teatro, Seminario di progettazione architettonica, (a cura di C. Quintelli) CLUP, Milano 1989; La Città del Teatro, Per una scuola di architettura, (a cura di C. Quintelli) Abitare Segesta, Milano 1995; A. Rossi, Autobiografia scientifica, Pratiche editrice, Parma 1990.

Metodi didattici

L’attività di laboratorio prevede lezioni frontali sulla storia della tipologia teatrale, sulla casistica tipologica contemporanea, su una serie di edifici e spazi teatrali della città di Parma in chiave sistemica. In parallelo sono previsti sopraluoghi sull’area di progetto, aprendo lo sguardo sulle caratteristiche del luogo urbano, e all’interno delle strutture teatrali di riferimento. Alcune lezioni da parte di invitati esterni sui temi della progettazione teatrale, del funzionamento anche gestionale delle strutture teatrali, su questioni di regia e scenografia attinenti alla spazialità teatrale saranno programmati nel corso dell’anno. Il primo semestre vedrà gli allievi concentrarsi su aspetti conoscitivi ed analitici riguardo al tema dell’architettura teatrale e al rapporto architettura-città da restituire attraverso tavole a carattere metaprogettuale. Il secondo semestre, che inizierà con un workshop di attività continuativa (5gg) vedrà l’applicazione progettuale alla scala urbana e dell’edificio architettonico con la predisposizione di tavole/modelli (piante, prospetti, sezioni) a carattere plastico volumetrico.

Modalità verifica apprendimento

Il laboratorio prevede una verifica permanente sull’andamento del lavoro progettuale attraverso gli incontri di revisione e di discussione del work in progress progettuale di ciascun gruppo (formato da 3-4 allievi). Particolare significato assumono le occasioni del workshop di progettazione di inizio secondo semestre (fine febbraio), gli esiti progettuali del laboratorio in vista dell’esposizione del 29 maggio e ovviamente dell’esame finale con gli elaborati prodotti (disegni, plastici) all’interno dell’esame-seminario del coordinamento dei laboratori ICAR 14 dei cinque anni previsto verso la fine di luglio.

Altre informazioni

www.famagazine.it